|
[...] perchè dissi che Dio
imbrogliò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita
da scemo, nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare
che al mondo c'è il bene, c'è il male. Fabrizio
De Andrè.
Da "Umanità Nova" n. 40 del 1 dicembre 2002
Lo sbattezzo di Eubulide. Un "boccone amaro" per i vescovi italiani
Leggendo le conclusioni della 50ma assemblea della
Conferenza Episcopale Italiana (che riunisce i vescovi ed i cardinali
italiani e che si pappa i fondi dell'otto per mille) mi è
venuto in mente un antico filosofo greco: Eubulide di Mileto.
Questo
semisconosciuto filosofo era un epigono del più famoso Zenone
(quello del paradosso di Achille e della tartaruga) e, volendo imitarlo,
propose il paradosso del mucchio di sabbia: sostenne l'impossibilità
di realizzare un mucchio di sabbia argomentando che, se un granello
non fa un mucchio di sabbia, aggiungendocene un altro non si otterrà
un mucchio e, se due granelli non fanno un mucchio, aggiungendocene
un altro non si otterrà un mucchio, e così via, all'infinito.
Per
sua sfortuna, questo pensatore ebbe fama molto minore del suo precursore,
visto che all'epoca era già noto il detto "la goccia
che fa traboccare il vaso": ci sarà una goccia che aggiunta
alle altre (che da sole non bastano a riempire un vaso) che lo farà
traboccare. Basta decidere di quanti granelli debba essere costituito
un cumulo di sabbia perché divenga un mucchio, ad esempio
un milione, e si avrà che il milionesimo granello aggiunto
ai 999.999 presenti soddisferà la condizione.
Il
filosofo mi è venuto in mente perché, nella conferenza
stampa finale, il cardinal Camillo Ruini dovendo spiegare ai giornalisti
perché la CEI aveva emanato un decreto con le modalità
da far seguire ai preti in presenza di richieste di
sbattezzo ha affermato "Per fortuna, i casi sono per ora veramente
poche decine".
Se
poche decine di persone riescono a far discutere, sicuramente malvolentieri
("un boccone amaro, ma necessario"), vescovi e cardinali
italiani c'è qualche conto che non torna, come nei granelli
di sabbia di Eubulide: a me risultano diverse decine di migliaia
di sbattezzati, ma è inutile dirlo al cardinale, sosterrebbe
che, in fondo, una persona in più a poche decine, fa sempre
poche decine.
Benché
lo sbattezzo sia, ormai da diversi anni, entrato nei vocabolari,
si riesce ad apprezzare meglio il "boccone amaro" ingoiato
dai vescovi ricordando a cosa serve il battesimo.
Innanzi
tutto la chiesa usa il numero dei battezzati come strumento di pressione
politica, per sostenere che gli italiani sono quasi tutti cattolici
(il 98%) e che quindi, anche se il cattolicesimo non è più
religione di stato, ha comunque diritto a una tutela particolare.
Oltretutto,
e questo è meno noto, la chiesa ha, nei confronti di tutti
i battezzati, un potere coercitivo datogli dalle leggi dello stato
italiano che le riconoscono giurisdizione in materia ecclesiastica.
Questa
giurisdizione ecclesiastica non regola soltanto questioni di fede,
di cui un non credente può tranquillamente infischiarsene,
ma disciplinano anche aspetti della vita quotidiana che possono
coinvolgere tranquillamente un ateo.
Tanto
per fare qualche esempio, ogni battezzato (indipendentemente dalle
sue reiterate professioni di ateismo) può, legittimamente
e legalmente: essere diffamato da un vescovo per le sue scelte di
vita, anche quando un cittadino qualsiasi, dicendo le stesse cose,
sarebbe passibile di denuncia per calunnia e diffamazione; subire
l'estrema unzione (qualora non avesse la forza e la coscienza per
opporvisi), anche se, da vivo, l'avesse considerata uno sberleffo
ad un morente ateo; subire un funerale cattolico (anche se la famiglia
o, come più frequentemente accade, gli amici ed il partner,
si opponessero).
Ricordiamo
a chi voglia farlo che lo sbattezzo è un atto individuale
che chiunque può fare anche da solo. Se si vuole l'aiuto
dell'Associazione per lo Sbattezzo si può scrivere a Via
Garibaldi 47, 61032 Fano (PU) o ci si può collegare al sito
internet "http://www.anticlericale.it/".
Sia
che vi siate già sbattezzati, sia che meditiate di farlo,
tenete presente l'insegnamento di Eubulide: è sempre meglio
essere un granello di sabbia che non una goccia d'olio negli ingranaggi
della chiesa.
Francesco
Fricche
http://www.ecn.org/uenne
(non-piter)
Commenta
questo articolo.
|