| Arancia meccanica
Sulla scia di mille polemiche che denunciano la "scandalosità" e l'"amoralità" di "Arancia Meccanica", anch' io vorrei dire la mia. Innanzitutto non posso negare la tanto discussa violenza presente in tutto il film, ma è mio dovere sottolineare proprio lo stile eccezionale della violenza che questo, ironicamente, cerca di inventare in un futuro che assapora molto il gusto del presente.
Al giorno d'oggi questo genere di film non dovrebbe più scandalizzare, in fondo siamo abituati a vedere ogni rappresentazione di violenza, sia nella realtà quotidiana che in quella cinematografica, ma non oso pensare cosa di straordinariamente incredibile avesse nella sua mente Kubrick quando decise di girare questo film. Credo che ancora oggi il suo segreto sia inaccessibile, le sue capacità interpretative e, soprattutto, così eccezionalmente artistiche, vantano di pochissimi eguali. Certo, fu costretto a ritirare la sua pellicola dai cinema inglesi in seguito alla comparsa di episodi molto simili a quelli del film (si suppone da parte di alcuni "imitatori"), ma ancora rimane da capire che cosa lo rendesse così "socialmente pericoloso". Io direi semplicemente una carica esplosiva di forza emotiva, ma non mi sentirei nédi condannarlo, né tanto meno di censurarlo per questo, anzi, piuttosto ringrazierei un così grande regista che ancora oggi riesce ad emozionare con la sua arte.
Sia i colori che lo stile, sia la musica che il linguaggio, sono stati utilizzati nel film in modo estremamente curato, molto tecnico e, soprattutto, particolarmente elegante. I colori sono vivaci ed aggrssivi infatti, come Alex, il suo linguaggio arcaico, contrapposto al presunto fututismo della storia. In quale altro modo si poteva legare così brillantemente la violenza all'espressione artistica? La musica, che in una scena dice Alex lo accompagna e lo consiglia, a quanto pare specialmente nei suoi atti di più efferrata violenza. Forse è proprio questo che ci inqiueta del film: noi abbiamo sempre imparato a considerare l'arete ispiratrice di altra arte, di dolci melodie, di sculture, quadri, film o qualsiasi cosa si voglia, ma non di violenza. A quanto pare invece, ci fa notare Kubrick siamo noi a non conoscere tutti i canali comunicativi attraverso cui interagiamo con l'arte.
Tratto dal romanzo di Anthony Burgess, ("Clockwook Orange"), "Arancia Meccanica" vuole essere anche e soprattutto una denuncia contro la repressione della criminalità operata da parte dallo stato attraverso terapie (le cura Ludovico ne è solo un esempio) che prendevano spunto dalle teorie comportamentiste, sicuramente molto in voga nell'Inghilterra di quel periodo.
Secondo la scuola comportamentista infatti, qualsiasi comportamento messo in atto è stato in qualche modo imparato e, quindi, può essere "facilmente" disimparato e lo facevano attraverso l'uso di tecniche sovversive che limitavano, se non cancellavano del tutto, il libero arbitrio dell'uomo.
Ovviamente, aldilà, come abbiamo visto, dei reali e soprattutto duraturi esiti terapeutici di queste terapie, i suoi metodi meccanici e inumani di affrontare il problema portavano ad uno sconvolgente condizionamento psichico dalle terribili conseguenze e ciò, spesso, delineava soltanto il carattere autoritario soggiacente sotto le terapie e in chi le utilizzava.
"Arancia Meccanica" esplicita la difficoltà di conciliare il duro conflitto tra libertà personale e ordine sociale. Lo stesso Stanley Kubrick dice: "Uno dei problemi sociali più difficili da risolvere oggi è sapere come l'autorità possa conservarsi senza diventare repressiva. E allora la domanda è: come è possibile, se è ancora possibile, realizzare un equilibrio? Io non conosco la risposta".
Una frase pronunciata dal prete nel film dice: "Venderete la vostra libertà per un piatto di minestra". A ognuno la sua interpretazione.
(Michela)
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