| Fight club
La gente continua a chiedermi se conosco Tyler Darden..... per una strada libera va, dove ti conduce la libera mente....( puskjn). i commenti che ho letto su Fight Club mi hanno amareggiato molto, come le opinioni dei miei amici. L'interpretazione più diffusa mortifica il film a una banale predica contro il consumismo, priva di una via alternativa su come investire la propria esistenza, e quindi l'accusa di retorica e qualunquismo.
"con chi ti batteresti? con gandhi.": l'atteggiamento pacifista, aperto al dialogo, razionale e fiducioso nel prossimo non è possibile quando si viene aggrediti direttamente; ma se dal singolo passiamo alla società la lettura è ancora più amara... l'uomo non può superare i propri istinti di sopraffazione: è vana l'aspirazione ad una società migliore. cosa pretendete dal lupo? deve da sè cavarsi i denti?
"e quello sarebbe un uomo?": il modello di gucci, manifesto su un tram, ci regala l'idea di un uomo effemminato, un immagine vuota, eppure contenitore idolatrato dai giovani. ancora più significativa l'ultima pubblicità prada, che ritrae decine di uomini con lo stesso vestito, la stessa posizione, lo stesso sguardo, la stessa espressione.
"ho 30 anni sono piccolo": l'era moderna consegna alla civiltà un esercito di giovani cresciuti in campane di vetro, senza neanche l'idea di cosa sia la sofferenza, le responsabilità, il carattere... si ci ritrova a vivere un odissea, ma non nelle vesti di Ulisse, ma di Penelope che tesse e disfa la propria tela.
"hai considerato l'ipotesi che tu a dio non piaccia?": se dio esiste è lontano, indifferente. oppure ostile. venuta meno l'idea che il libero arbitrio abbia una sfera di incidenza assoluta, il male non ha altra spiegazione possibile.
"quando combatti le altre cose perdono di volume." La delusione per la vostra squadra che ha perso, il titolo scende, la fidanzata vi spezza il cuore... non sono niente quando vi trovate a lottare contro qualcuno che è più forte di voi, il rumore sordo dei pugni sul viso, l'istinto di sopravvivenza si risveglia e il poco che ci circonda riprende il suo valore.
"le cose che possiedi, alla fine ti possiedono, sono solo oggetti, ma forse è una terribile tragedia.": quando si è circondati da oggetti splendidi, che adoriamo, cambia anche il modo di relazionarci con le altre persone; si può vedere la bassezza allo stato puro, assolutamente disinteressata: molti sanno che non riceverranno nulla, ma immancabilmente ti correranno davanti, magari si metteranno a ridere, magari si toglieranno il cappello.... ma la cosa che più gradiremo sarà conversare. ci fermeremo a guardare noi stessi nelle pupille altrui, in perfetta armonia con i nostri polsini, con i nostri eterei cellulari ( 80 grammi).
"accetta il dolore." la felicità e la profondità di pensiero hanno bisogno del dolore: la prima perchè è il paragone di uno stato di vita, con un altro, e quindi solo chi ha conosciuto il più profondo dolore potrà conoscere la più grande felicità ( Dumas). la profondità per sua natura si nutre di un'aria forte: ci sono cose che ti cambiano la vita, e in primo luogo i dolori intensi.
"stiamo lucidando le maniglie del titanic, qui va tutto a fondo.": il personaggio di tyler non nasce dal nulla, il contributo di Turgenev e Dostoevskij, autori dei più grandi nichilisti è notevole: un uomo che non si inchina dinanzi a nessuna autorità, che non presta fede a nessun principio, " il fantasma di un grande uomo" .
"un'esperienza di quasi vita!": non si può cominciare a vivere dopo la morte. le nostre esistenze troppo spesso si trascinano stancamente, stanno in piedi perchè non sanno da che parte cadere. esiste allora qualcosa che possa dare senso alla vita? apettate.
"mio padre mi dice: vai all'università. dopo un po' di tempo gli telefono e gli dico: mi sono laureato, e adesso?-- trovati un lavoro.---lo richiamo: ho un lavoro, e adesso?---- sposati----- siamo una generazione cresciuta dalle donne, mi chiedo se proprio una donna sia la risposta.": pensare con la propria testa, dopo aver acquisito gli strumenti del pensiero, è il fine ultimo dell'esistenza, al di sopra della felicità; nei confronti di chi vuole imporre la sua volontà occorre la fermezza di muli recalcitranti.
"lei è molto acuto.--- grazie.---- e le dà soddisfazione?---- cosa?---- essere acuto?---- si, molta----- continui pure allora, continui pure.": in quest'ottica l'ironia, l'intelligenza e tutte le qualità se prive della libertà non hanno senso, perchè senza quest'aria non si può respirare.
"le scimmie nello spazio.": il messaggio del film non mira ad erigere nuovi idoli, ma al rovesciamenti di quelli esistenti; i seguaci di Tyler sono idioti privi di una volontà, burattini inconsapevoli proprio come le scimmie mandate in missione.... per quanto possiamo amare un ideale, o uno scrittore, un filosofo, o Taricone, dobbiamo sapere che nessuno da solo può essere maestro di vita, perchè l'unica maestra di vita è la storia tutta ( il presente senza il passato è stoltezza assoluta e irrimediabile).
Questo film è vivo, sincero, consapevole e libero nel senso più alto del termine ( nei rapporti con se stessi, con le proprie idee e preconcetti e i propri sistemi, persino nei confronti del proprio popolo): per questo è un'opera d'arte, la cui luce dello spirito consente di guardare oltre essa, grazie anche hai numerosi spunti offerti. Ed è per la sua libertà che lo reputo superiore a tolstoj, hemingway, verga, tomasi di lampedusa, carducci: l'incapacità di costoro di togliersi ---magari per un attimo---- le proprie lenti colorate, l'assenza della libertà come l'ha intesa Turgenev ( vedi sopra) rende morte le loro opere, nonostante la forza creativa e poetica che non mi sogno di disconoscere.
(Michele)
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