Il giardino delle vergini suicide

A porre le basi di questo film c'è il discusso libro da cui esso è tratto, quello di Jeffrey Eugenides, ambientato nei primi anni '70 in un famoso quartiere residenziale del Michigan. In questa cittadina nasce la storia, e il dramma, di cinque sorelle adolescenti che, per sottrarsi all'autorità perbenista e proibizionista dei loro genitori, hanno cercato e trovato la morte, tutte, e nella stessa casa. Una morte che volevano sì più della vita, ma solo perchè la vita, quella vera, era loro negata. Insomma, alla non-vita hanno preferito la morte. La voglia di piacere, di amare e di essere amate, la scoperta dell'erotismo, della loro femminilità e della loro innocente sensualità... avevano tutto, ma era sommerso da una profonda tristezza, resa possibile dalla consapevolezza di non poter accedervi, di non poter far parte di un mondo al quale sentivano di appartenere. Come condannarle? Una madre opprimente, che non lasciava spazio ai loro sogni, ai loro desideri, alla loro voglia di esprimersi e di essere se stesse. Una madre che non capirà mai le sue responsabilità, perchè questa mentalità è facile da alimentare, ma difficile da sfaldare, eppure distrugge... Infondo queste fanciulle, come tutti gli adolescenti, chiedevano solo libertà di provare emozioni, di scegliere, di decidere... libertà di idee, che spesso, oltre che dal mondo esterno, vengono negate proprio dagli stessi genitori, convinti forse, di dover proteggere i propri figli persino dai loro pensieri. Oppure, più semplicemente e banalmente, di dover difendere loro stessi dagli sguardi degli altri, artefici, a questo punto, del destino di ogni individuo.
La regia è buona, fresca, limpida, anche se forse qualche eccesso poteva essere evitato. Alcune scene sono state particolarmente emozionanti, toccanti, molte cariche d'angoscia. Il cast, tra cui spicca brillantemente Kirsten Dunst, molto buono. La triste vicenda, raccontata attraverso gli occhi di un ragazzo della loro età e succube della loro bellezza, è decisa, tenera e malinconica. Nonostante ciò, il film, o forse il libro, o forse la realtà, non è indenne da alcune mancanze. Non si spiega perchè queste ragazze non abbiano mai cercato di fuggire, di ribellarsi... possibile che si siano abbandonate a loro stesse e al loro destino senza nemmeno provare a combattere? E poi, in un quartiere in cui tutti sapevano tutto, perchè nessuno ha fatto nulla per aiutarle? E che cosa è successo ai genitori dopo una tale "disgrazia"? Sono molte le domande rimaste in sospeso.

 

(Michela)

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