| Gosford park
Oltremodo meritato l'oscar per la miglior sceneggiatura originale. Ambientato nei primi anni '30, "Gosford Park", pieno dell'invidiabile novità che trascina con sè, si è fatto tempestivamente spazio nel panorama cinematografico contemporaneo. La trama è coinvolgente e di una impressionante coerenza logica... come si dice... "fila liscia come l'olio"! La sceneggiatura non lascia spazio nemmeno ad una piccolissima pecca, ma anche se così fosse stato, il buon lavoro che c'è alle spalle del montaggio e della regia sarebbe riuscito sicuramente a camuffarla... La sovrapposizione di scene e di storie, di suoni e di parole, ma sopratutto di persone, rende al film quel tocco di mistero di cui ha bisogno e che è presente fin dall'inizio, dando sempre l'idea che qualcosa di strano stia per succedere o sia appena successo. La fotografia è limpida e la scenografia ben curata, in ogni dettaglio, così come anche le musiche e i costumi, per non parlare dell'ottima interpretazione ad opera di tutti gli attori!
"Gosford Park" è un film sarcastico, ironico e pungente sulle rigide e inutili differenze di classe esistenti nel panorama britannico di quegli anni (solo?). Attraverso forti stereotipi e immancabili caricature, il regista si sofferma a raccontare la gelida, avara e noiosa vita dei nobili, contrapponendola a quella dolorosa, faticosa, spesso infelice, ma forse anche più interessante, dei servi. Sono del tutto false e ipocrite le vite di questi super-ricchi, tesi solo a salvaguardare le apparenze, celando la vita vera, le emozioni, l'anima, dietro l'indifferenza di un'impassibile maschera esteriore. Eppure è così, i servi devono dormire al piano più basso, devono servire, lavare, vestire e persino prendere il nome dei loro padroni... e sono considerati talmente nulli da venire addirittura esclusi dalle indagini sull'omicidio... ma tanto, in fin dei conti, dell'assassino non interessava niente a nessuno...
(Michela)
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