In the bedroom

Mentre guardavo questo film, la mia mente tornava nostalgicamente a "La stanza del figlio". Si dice che entrambi trattino lo stesso tema e che, messi a confronto, "In the bedroom" ne esca vincitore. Non sono d'accordo.
Sia per quel che riguarda la prima, che la seconda considerazione. Non mi è parso infatti, di vedere la centralità del dolore e del lutto nel film di Todd Field, ma solo la vendetta, un'insaziabile e irraggiungibile vendetta. L'unica spinta ad andare avanti infatti, non sembra essere la vita, ma la morte. Solo liberandosi della causa del proprio dolore si riesce a permettere alla vita di proseguire il suo corso. Ciò però, avviene come se la vendetta fosse l'unico rimedio... dopodichè tutto si risolve, tutto può tornare sereno. (Concetto esplicitato da Field attraverso la metafora di quella piccola ferita che Matt Fowler si procura prendendo un'aragosta, che si rimargina solo dopo che la vendetta è stata compiuta). Mi chiedo dunque: è possibile che basti così poco? Che razza di amore è quello che si consola con il male?
Fied ci porta all'interno di una famiglia normale, con i suoi problemi, con le sue vicissitudini, e ci fa vedere come, colpita al cuore da una grave tragedia, si trasformi facendo esplodere tutta la sua rabbia, rabbia mascherata però, dalla più cupa disperazione. Probabilmente la reazione è la stessa di ogni comune famiglia (come potrebbe essere altrimenti?!), ma la conclusione è molto inverosimile, almeno per quel che riguarda la nostra realtà.
Negli Stati Uniti forse, questi episodi sono molto più diffusi che da noi, potrebbe essere questo il motivo per il quale non mi sono sentita coinvolta. "In the bedroom" mi ha lasciato, sinceramente, abbastanza indifferente.
Nonostante riesca ad avere un sapore amaro alla fine, più che un film drammatico, "In the bedroom" diventa un thriller neanche troppo originale, se non nella delicatezza con la quale il tema è stato affrontato.
Regia e fotografia sono molto buone, ma nel complesso il film rimane poco coinvolgente e un po' troppo lento. C'è da dire però, che anche cast è ottimo: Sissy Spacek ci trasmette davvero la sua angoscia, come Tom Wilkinson lo fa con la sua solitudine e Marisa Tomei con il suo senso di colpa.
Senza dubbio "In the bedroom" è un bel film, ma non credo che abbia meritato tutte le candidature all'oscar che ha ricevuto.

 

(Michela)

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