| Tre metri sopra il cielo
In che pena versa il cinema italiano…
cinema che fa il verso a se stesso, che si copia e si complimenta da solo.
Questo film, per la cronaca, ha ricevuto i fatidici finanziamenti statali, la conferma si ha dall’inquietante dicitura in sovrimpressione:
“Questo film è stato realizzato con il contributo del Ministero Beni e Attività culturali Direzione Generale per il Cinema che lo ha riconosciuto film di interesse culturale nazionale.”
A Ciprì e Maresco, non solo gli sono stati tagliati i fondi dopo che un film era già stato prodotto, ma sono caduti anche nelle simpatie della Sacra Romana Chiesa che li ha accusati di Vilipendio Alla Religione Cattolica per le scene di “Totò che visse due volte”; chi vuole intendere intenda…
Il film si apre lasciando subito intendere chi sono gli antieroi della situazione, drughi della domenica, venuti fuori da un qualunque Bastogne di Brizzi (orribile ma qui si rimpiange eccome), rubano, distruggono, si comportano da simpatici, fanno gare di flessioni e pezzottatissime gare clandestine;
ma questo è il tasto meno dolente…
la sceneggiatura (questa sconosciuta…) invece è il fulcro del film: un concentrato di banalità che spero non siano davvero “di interesse culturale nazionale”, tutte fondate su solide basi: ragazzine che sbavano dietro ai rudi piacioni, ragazzine alle prese con il primo bacio, ragazzine impreparate all’interrogazione…niente a confronto con le Sacre Sceneggiature Dowsoniane di Kevin Williamson, ma quelli sono americani, la nostra realtà italiana è ben diversa. O no?
L’unico aspetto positivo, merito di chi ha scritto il soggetto, è il quadro “scorretto” (il termine “politicamente” sarebbe quantomeno fuori luogo…) che si presenta agli occhi dello spettatore: almeno non c’è una morale divina che aleggia sul film, nè lieto fine che fa sembrare tutto più bello.
Inoltre l’amarezza regna sovrana in questo film, ma conosco davvero tante persone che in quest’atmosfera triste e malandata ci sguazzerebbero con l’entusiasmo di salmoni che risalgono la corrente…
Insomma, per l’Italia un’altra occasione sprecata, soprattutto per la fotografia ben curata, che di questi tempi è cosa rara.
Il target è il popolo della notte…di chi sto parlando? Ma come, non l’avete ancora capito…? Ma siii, è il corteo della trasmissione dei giovani…Lucignolo…tra l’altro non so cosa sia più falsa ed ipocrita, questa trasmissione o Radio Kaos…
Ho sentito dare del capolavoro all’omonimo romanzo, da cui è stato tratto il film: che sia una trovata pubblicitaria?
(Maxxolone)
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