| The Truman Show
Regia: Peter Weir
Anno: 1998
Durata: 1h43min
Provenienza: U.S.A.
Per permettere una piena immedesimazione con i personaggi, un film di solito deve essere guardato con una grande sensibilità, ma questa volta non è stato necessario, grazie ad un intenso e sensazionale attore, decisamente da oscar. Nel pieno della sua iperespressività infatti, il viso pulito di Jim Carrey è riuscito a trasmetterci il senso di solitudine e di claustrofobia di un uomo costretto a vivere in un mondo-prigione ipocrita, falso, irreale e soprattutto "pilotato". Peter Weir ha voluto indirettamente mostrarci quello che è in realtà il mondo in cui viviamo: consapevoli o no, infatti, siamo un pò tutti degli ingenui burattini. Il messaggio di questo film potrebbe essere interpretato attraverso una domanda: vogliamo (fingere di) vivere in un mondo incantato? Possiamo farlo, basta ignorare. In fondo però abbiamo un obbligo nei confronti di qualcuno: noi stessi. La domanda allora potrebbe diventare: vogliamo ingannarci? Nella parte finale del film si potrebbe intravedere una sorta di risposta a questa domanda, sia nella decisione di Truman di guardare oltre, sia nell'acclamazione del pubblico, che, consapevole, da casa tifa per lui e desidera farlo fuggire, capire e...soffrire. Dalla bellissima sceneggiatura di Andrew Niccol e attraverso la regia perfetta di Weir, il film riesce ad essere quindi pienamente identificato con la vita, intervallando tratti comici, ironici, pungenti ad altri teneri, commoventi, che sfiorano quasi la tragicità. Vorrei a questo punto invitare chiunque non abbia visto il film a farlo assolutamente, e concludere con le parole di Weir:"...in un film ognuno ha il diritto di vedere ciò che vuole...".
(Michela)
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