Tutti giù per terra

Regia: Davide Ferrario
Anno: 1996
Durata: 1h31min
Provenienza: Italia
Sceneggiatura: Davide Ferrario

Tratto dal libro omonimo di Giuseppe Culicchia, si può dire che "Tutti giù per terra" sia la sintesi dei giovani d'oggi. La chiamano "Generazione X", generazione di nullafacenti, dicono, di ragazzi che non hanno voglia di far niente. Ma... è proprio così? Oppure, semmai, è una società egoista a far dei giovani gli stereotopi dell'ozio? In un mondo in cui viene detto loro cosa mangiare, cosa comprare, che cosa fare e, sostanzialmente, come vivere, che cosa rimane della loro vera vita? Nulla, se si lasciano trasportare dagli eventi e dagli altri, e, spesso, nulla anche se non lo fanno. Questo film sbriciola la falsa utopia nascosta dietro le buone intenzioni, smonta pezzo per pezzo l'ideale di una società in cui tutti possono scegliere di essere quello che sono, di fare quello che vogliono e, quindi, di vivere a modo loro. Perchè la verità non è questa: ai giovani è riservato il pezzo di mondo che gli altri non vogliono, che hanno scartato, o che hanno lasciato per qualcosa di meglio. E i giovani? Spesso devono accontentarsi di ciò che rimane, al limite qualche volta è concesso loro il diritto di essere un po' scontenti, ma senza esagerare... In fondo dovrebbero essere felici già solo perchè vivono, e se il lavoro non c'è, la crisi di valori soccombe e non ci si sente capiti dalla famiglia e da nessuno, si è giudicati strani, senza energia e senza voglia di fare... Buono davvero lo spunto del film e buona la riuscita, trascinante la colonna sonora dei C.S.I., nonchè molto azzeccata la scelta di un attore come Valerio Mastandrea, che, dotato di uno stile del tutto personale, padroneggia bene il ruolo del giovane sconsolato, deluso e amareggiato, ma che riesce ad andare avanti con un'autoironia di non facile accesso per tutti.

(Michela)

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